esserestati

venerdì, novembre 12, 2004

RADIO TRE MONDO: “BUSH O KERRY?”

Non c’è traffico e posso guidare con un po’ di distrazione. Giro la testa di lato per guardare le case, a quest’ora nessuno ha mai fretta, la mattina è già cominciata per chi doveva, sono le nove e quaranta. Lo si capisce osservando le auto ferme ai distributori, ci sono signore piuttosto tranquille, oppure uomini che si preparano all’idea di un piccolo trasferimento verso un impegno per pranzo.

Ieri ho conosciuto Valeria. Il mare di Pesaro sembrava appeso come un quadro alle pareti, dietro agli sbilenchi e provvisori edifici degli stabilimenti balneari chiusi. Piccoli chioschi con le tavole di traverso, per lo più bianche, a chiudere l’accesso alla spiaggia, fino a occultare la vista del mare, a stabilire un fortilizio simbolico, fragile e inutile. La pioggia e il freddo facevano sorgere il desiderio di andare oltre, di verificare le conseguenze del nubifragio direttamente sulla sabbia, sulla parte calpestabile e dunque terrestre. Gli sbarramenti dei bagnini inducono un sentimento di provvisorietà, di libertà vigilata. Quasi che avessero il possesso della via e del parcheggio.

Per il convegno di questi giorni ci siamo spostati dalla sede in un Hotel del lungomare, con una sala più capiente e funzionale. Durante le pause ci viene servito nel bar comunicante un buffet di caffetteria. Ho ascoltato per caso la ragazza addetta alla sala che canticchiava una specie di canzonetta, un ritornello non banale, quasi colto, e soprattutto non sconosciuto. – Scusi, ma, questo motivo, l’ho sentito, non è mica la sigla di un programma della tv? – Della radio. Ascolto ogni mattina la trasmissione con questo piccola radioauricolare, per la tesi in politica internazionale. Mi fa. – Ah, certo che sì, Radiotre Mondo, con Paolo Franchi, alle dieci del mattino. Questa mattina Bush e Kerry, lei con chi sta? – Per me è quasi indifferente. – Per voi donne spesso non fa differenza. Io sono per Kerry! – Non mi dica che ci crede davvero? Però lei ha un po’ l’aspetto di quello che ci crede, in generale lei crede, partecipa, forse ha la pressione troppo bassa per avere anche passione, ma ci crede. – Se non fossimo nel mezzo di un bar la inviterei a continuare davanti a un caffè. – Sono tre giorni che sono qui e nemmeno ricordo di averla vista, poi salta fuori questa sigla radiofonica e lei si incuriosisce tanto da chiedermi che motivo è. Lo ha fatto per un moto interno, tutto suo, lo stesso che ha portato me a canticchiarla, lo stesso difetto di separazione di sé dalla propria funzione, la stessa fatica di restare qui in silenzio a bere o versare caffè. Dovrebbe imparare a nascondere la sua emotività se non vuole che risulti ferita, offesa al primo sussulto della realtà. Chi le dice che accetterei? – Forse solo per curiosità o per il bisogno di bere acqua, magari soffre di reni come me. Oppure perché le piace la mia cravatta. Oppure…. – Oppure? – Per un difetto di sensibilità. – La sua dolcezza è pericolosa, soprattutto per lei, non ne ha consapevolezza, non saprebbe deliberatamente compiere né il male e né il bene, le circostanze tendono a dominarla. – Do il meglio di me seduto sul divano con i giornali da leggere, divento lucido e ludico. Lei dovrebbe provare a fermarsi in qualche pomeriggio d’estate ad ascoltare il silenzio di una casa, smetterebbe di credere anche a quel principio d’azione, a quella permanente inquietudine che lei scambia per vitalità. Smetterebbe di credere anche alla sua volontà, non solo a Kerry.

Ci siamo dati appuntamento dopo il pranzo. Non credevo che venisse, e invece si è presentata puntuale dentro il pomeriggio, senza svogliatezza ma con rispetto per sé, me e il centro della città. “Raccontami chi sei senza dire niente, dimmelo senza pensare a niente, per libere associazioni con le vetrine e i passanti. Sii leggera come provo ad esserlo io, che ti sto accanto convinto che non ci sei, che non esisti, stammi oggi vicino così, che se ti sfioro per caso la mano per prendere la fetta di limone allora mi accorgo che esisto anch’io, dentro il tè verde”. “Questo lato della piazza non mi piace poi tanto, ma mi fai ridere davvero, sei troppo buffo, cancella quel pensiero triste che ogni tanto ti compare dentro la testa, fammi vedere gli occhi che ridono, sforzati di essere leggero come me, che ti sto accanto senza conoscerti, che non so fermarmi su niente, che domani dovrò lasciare questo posto che diventerà subito uguale a tutti gli altri non appena salirò sul treno, ad affumicarmi i vestiti, te l’ho detto che devo partire, te l’ho fatto capire e ti ho detto anche l’ora, fatti trovare almeno una volta, dopo questa pizza fredda vicino a questa palla rotonda”. “Questa notte non dormire, guarda piuttosto la luce della strada. Ma fai finta di partire, pensa al biglietto, preparati all’idea della stazione, e io passerò e ti prenderò la valigia nella mia auto, e ti porterò a mangiare il pesce. Ma non te lo posso chiedere e non te lo posso dichiarare, ti posso solo indovinare, e trovarti sul marciapiede che guardi indietro se nel parcheggio c’è una Lancia blu, che mi aspetti, che aspetti solo me dentro la mattina e non il treno”.

Posso guidare piano e non c’è traffico, vedo le case della pianura romagnola. C’è una fila ingiustificata in questo punto, sono le dieci e devo sbrigarmi, accendo la radio, ancora Bush e Kerry a Radio Tre, anche lei ascolterà. La fila è però eccessiva, il traffico è bloccato, c’è una gara ciclistica e passano ora tutte le categorie in gara, le donne, i giovanissimi, gli esordienti, i dilettanti. Sto perdendo tutto. Chiamo il numero verde di Radi Tre mondo, intervengo in trasmissione, mi chiedono la domanda che voglio porre e dico che mi interessa approfondire il conflitto tra laicismo e fondamentalismo religioso cristiano. Ci sono, mi mandano in diretta, dico a Franchi di lasciarmi un momento dopo la domanda, dico semplicemente “Valeria aspettami!”.

Relazione tecnica del Signor Livio Pensalfini, operatore della Valmontina Impianti : “Il ripetitore Rai di Pesaro centro è stato lesionato dai “terroristi ecologisti uniti”, dalle ore dieci alle ore undici e trenta del mattino è saltato il ponte per le diffusioni radio. Riparato alle ore dodici”.

postato da diavolorosso novembre 12, 2004 14:29 | commenti (16)