martedì, marzo 30, 2004
Ho appena esaminato quattro o cinque fanciulli. Perchè presentarsi all'esame senza sapere nulla... e fingere... con una faccia da schiaffi! Sei stato tutto il corso in ultima fila a prendermi per il culo, e pensi che il giochetto ti riesca anche qui, a quattro occhi? Eppoi parli tranquillo, senza tradire niente, senza vergogna, senza scrupolo alcuno. Un potenziale criminale o assassino! Loro meritano il massimo della pena. E che dire a te raggaza timida! Ti presenti all'esame accompagnata dal papà ! Poi non mi spiccichi parola o quasi.... Dai, un po' più di grinta....
lunedì, marzo 29, 2004
Merito la più severa delle pene.
venerdì, marzo 26, 2004
Oggi sciopero contro il governo. Oggi non si lavora e non si va a scuola. Oggi si sta a guardare il cielo. Si prende l'auto e si va a passeggiare per il gusto di guardare il mondo, tutto il mondo che c'è. Quello bello e quello brutto, quello giusto e quello sbagliato.
giovedì, marzo 25, 2004
Bisogna aggiornare questo blog. Assolutamente.
sabato, marzo 20, 2004
Oggi un po' di malinconia.
martedì, marzo 16, 2004
"Nell'amore il primo momento è ch'io non voglio essere una persona autonoma per me, e che, se lo fossi, mi sentirei manchevole e incompleto.
Il secondo momento è ch'io acquisto me stesso in un'altra persona, che in lei io valgo ciò ch'essa realizza in me.
L'amore è pertanto la contraddizione più grande che vi sia e che l'intelletto non riesce a risolvere. Infatti non c'è nulla di più duro di questa puntualità dell'autocoscienza la quale viene negata e che tuttavia io devo conservare come affermazione". (hegel)
domenica, marzo 14, 2004
"sai com'è l'amore... spolvera gli specchi, dipinge gli occhi, mette pendagli d'argento agli orecchi, e fa tremare che è troppo tempo che aspetti"
sabato, marzo 13, 2004
"vorrei con te restare in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare.....e lo vorrei perchè non sono quando non ci sei, e resto solo coi pensieri miei, ed io...."
"Di sé, bisognerebbe parlare con rigore inflessibile. Ma al primo sforzo per afferrarsi, da dove vengono questa pietà , questa tenerezza, questo rilassamento di tutte le fibre dell'anima; e questa voglia di piangere" (Bernanos)
"...cosa mi dai? come mi vuoi? dove mi porti tu?"
venerdì, marzo 12, 2004
"...difficile non è alzarsi in volo, ma stare sulla terra su un piede solo..."
giovedì, marzo 11, 2004
....e tutto il tempo in cui non c'eravamo sarà inutile e vano,, scopriremo d'un fiato in una stretta di mano, di non essere nient'altro che quello che siamo...
La notte resti integra
che non riceva le molestie del giorno
la notte resti al riparo
che duri a lungo, che sia lunga a morire
la notte che ci ha fatti incontrare
segue il giorno dai vetri a guardare
l'acqua che bagna le strade
mercoledì, marzo 10, 2004
Casa. Cena con i miei. Ora sono nel mio appartamento. Non riesco ad inserire alcun link. Non sono stanco per niente, mi fa sempre così dopo i giorni passati a lavorare in pubblico, esposto all pubblico. Pensieri sull'Altro al ritorno.
Buongiorno città . Ieri sera cinema, Agata e la tempesta, naturalmente solo e con dignità . Il letto da rifare, la valigia da preparare, questa sera si torna a casa, alla casa materna e paterna, Edipo ritorna. Il bagnoschiuma dentro, lo shampo fuori, per i legittimi inquilini della casa. Tutto in ordine, la borsina di nylon con i panni sporchi, le camicie celesti, la borsa del portatile. Buongiorno città . I giornali, la colazione al bar, saluto il funzionario che conosco e che ieri ci ha insegnato a mettere dentro il megaprogramma ministeriale i dati delle nostre lauree. Buongiorno colleghi, che discutete le riforme degli ordinamenti didattici. Buongiorno segretarie della presidenza che mi avete incastrato affibbiandomi la presenza ai seggi per l'elezione degli studenti. Forse, buongiorno.
lunedì, marzo 08, 2004
Ho appena terminato le mie due orette di lezione, sono in Istituto. Non ho niente da dichiarare. La mia solitudine è quasi perfetta. Una casa vuota da raggiungere, la cena da organizzare, un salto il libreria, ristorante da solo, forse cinema. Solo come un uomo, col desiderio di essere vicino alla "disperazione calma, senza sgomento" (G. Caproni). Appunto, esserestati.
Oggi è la festa della donna, o delle donne che m'hanno fatto la festa? Care ragazze questo è il mio pensiero, e vorrei che lo teniate ben presente: "per fare un uomo ci vuole una donna!"
venerdì, marzo 05, 2004
Massima uscita oggi in seduta: "Cara dottoressa, è meglio stare male davvero che bene per finta!"...."bella questa!"
L’ho vista tre settimane fa. Mi ha detto che aveva fatto l’esame con me, io non me la ricordavo proprio. Mi è sembrata subito bella, molto bella, di una bellezza forse amara. Non l’ho più cercata in quell’istituto in cui ero capitato per caso. Le mie strade hanno le loro dolorose fermate obbligate, indulgono a ripiegamenti, a costruzioni immaginarie, diventano reticoli in una città reticolare e incantata, che forse non esiste neppure. La mia vita sia affidata agli dei, che riconosca solo e non proponga nulla, che il destino sia subito e non cercato, che tutto cresca nell’intimo e non metta la testina fuori se non per ricevere una carezza leggera. Così lei può apparire in libreria, ed io posso salutarla con piacere, quasi a pensare, ecco vedi che ti aspettavo qui, vedi che sono qui perché ci sei anche tu. Posso aspettare prima di sentire e pensare. Mi accorgo che è uscita, ed io che faccio, parlo con la mia collega. Lascio il libro sul banco, la signora me lo mostra, le rispondo che non mi interessa, sono già fuori, la cerco, è lontana, devo quasi correre per raggiungerla, la affianco, le dico che se scappa e mi lascia così poi sono costretto a rincorrerla. Lei ride, le sembro buffo? Allora ci presentiamo? le chiedo. Diamoci del tu, le dico. Ce lo davamo già , risponde, all’esame. Le avevo chiesto perché psicologia. Non ho voluto ripetere la stessa domanda. Mi ha chiesto cosa ci faccio a sociologia adesso, perché ho cambiato. La invito per un tè, le chiedo se è turbata dal mio gesto, mi risponde che è una cosa che tutti sognano. Camminiamo sino alla piazza, ragiono sul fatto che invitarla a cena non fa proprio. Lei conviene. Affidiamo il nostro destino agli dei. Sì, risponde. Allora mi costringi a piantonare l’istituto? Ciao, ciao, mi dice che questa cosa ha dato colore alla giornata. E se sei già di un altro? E se adesso lo stai amando? Non avevi l’anello ma conta poco. Ti ho spedito una cartolina all’istituto. Dimmi che sei stanca di amori inutili e falsi, dimmi che vuoi parlare con me, tutte le notti parlare con me, io che ti racconterò sempre la stessa storia, questa storia di quando c’eravamo conosciuti, la storia di quando ancora non c’eravamo, di quando io scrivevo su questo blog che volevo conoscerti, parlare con te. Buonanotte S.
giovedì, marzo 04, 2004
"ma cosa ci guadagno?"
"il colore del grano!"
martedì, marzo 02, 2004
"...questa strada zitta che vola via come una farfalla, una nostalgia..."
Dopo la neve, ripresa delle lezioni.
