mercoledì, febbraio 25, 2004
Oggi più che mai ricorro al vecchio Gino: "è tutto sbagliato è tutto da rifare"!
martedì, febbraio 24, 2004
Dormito male, piuttosto male. Risveglio precoce alle cinque, faccio uscire la gatta. Mi riaddormento solo dopo più di un'ora, senza rabbia particolare ma un poco agitato di dentro. Il clima è piovoso e freddo, quasi nevica, sento nelle gambette l'insonnia patita. Leggo altri blog e mi rendo conto che siamo tutti messi più o meno nella stessa maniera! Così non va. Va bene la poesia, l'intimità, l'inteiorità, ma tutto questo deve servire ad altro, a fare posto ad altro, ad organizare spazio, a sistemare le cose. Almeno spero.
lunedì, febbraio 23, 2004
Lunedì dopo pranzo in istituto. Dopo si fa pr dire, visto che non ho pranzato. Mi alzo non presto, alle nove e trenta, faccio un bruch, che spesso è anche un poco di broncio ma questa è un'altra partita. Ho sognato che cosa non ricordo, ma ho sognato, la mia Lei-analista direbbe che la cnesura è in questo momento più forte. Qualche pensiero di rabbia, confermato dalla lettura di un blog mio coetaneo, credo che la domenica non aiuti. Aspetto le mie due ore di lezione, la facoltà è poco praticata. La città pure. C'è un pallido sole che mi ha anche obbligato a tenere spento il calorifero della automobile. Il mio dolorifero invece è sempre acceso, magari al minimo, ma c'è.
sabato, febbraio 21, 2004
Ecco una poesia che vorrei finalmente dedicare a una persona speciale. Dice tutto.
Muore la giovinezza
Muore la giovinezza per l’amore
ormai che ogni giorno t’assomiglia
e che la notte traversa
quel segno che la stranezza lunare
distende sulle tue ciglia.
La mia giovinezza muore
come alla fine della giornata il sole.
Sei tu l’albero sicuro,
l’intrico irremovibile sul ciglio
di questo paese dove vivo;
….
e perdo la compagnia
dei miei giovani peccati,
l’ombra della pianta mia
nei grandi deserti.
….
Ora, con te, ogni cosa è sicura
come quelle immagini furiose
che non lo furono mai
e l’assoluto è questo discorso sulle cose
sorelle d’ogni giornata.
Ardo sicuro di questo fuoco
che niente consuma se non la vita
….
Oggi l’amore si pone tra noi
come il muretto di una fontana
tra la sorgente e chi beve;
docile la sua piana di mattone
mantiene l’acqua e i ricordi
saliti da tutte le strade.
Vedo della mia giovinezza
In questo specchio
soltanto ciò che è cresciuto
nell’intimo della mia ombra,
non vedo ciò che fioriva
sulla scoperta radice d’ogni giorno,
che nasceva soltanto dalla luce
per attendere di turbarsi.
Quante giornate sono passate
Interrogandomi, frugandomi tra i panni,
e il tempo che tanto forte mi teneva
è invece fuggito
senza risposta e contumace.
Oggi la mia giovinezza
si acquieta dentro di te
(o cessa l’ansia della folgore,
d’essere in superficie sempre,
smarrito nella complicata franchezza
di vivere e apparire ogni ora?),
né più l’illudono i presagi della mattina
quando la morte fugge dal cuscino
e s’imbianca l’innamorato specchio.
L’amore chiama la morte
ma vive e lunga vita ancora aspetta;
e si convince nella stretta dei giorni,
nel giro di queste porte
della nostra casa
che io apro per primo la mattina.
(P. Volponi)
venerdì, febbraio 20, 2004
"udendo le sirene sie più forte, pon giù il seme del piangere e ascolta"
Oggi è uscito il nuovo cd di Guccini. Non saprei, al primo ascolto non so dare ancora un giudizio; in compenso interviste su Repubblica e Corriere della sera. Ha ragione Michele Serra, in questi giorni, a sottolineare come certi personaggi possono fare perdere la pazienza e i nervi. Succede così, purtroppo, anche nella vita privata ed è molto più irritante che in quella pubblica. Una ipocrisia politica suscita una immediata reazione derisoria, difficile accada altrettanto nelle vicede emotivamente più stringenti.
Piove sui tetti, sulle auto ferme in sosta, sulle lumache che attraversano il marciapiede. Piove sullo stendino dei panni, sul pompelmo che sta fuori a bagnarsi. Piove la notte dei gatti, della mia gatta che è fuori, per le sue necessità. Piove a domicilio e in trasferta, nelle piazzole di sosta lungo le strade, nei parcheggi dei pubs. Piove sulle Marche e la Romagna, nelle frazioni poco abitate. Piovesse meglio di così saremmo tutti a galleggiare dentro una grande piscina di asfalto. Qui in casa invece non piove, al caldo delle coperte di lana, dei plaids, dei pensieri solitari; no, qui non piove per niente. Si osservano le cose ed è difficile, francamente, negare che fuori possa piovere.
mercoledì, febbraio 18, 2004
"Là dove cresce il pericolo, cresce anche ciò che salva"
lunedì, febbraio 16, 2004
Oggi comincia un nuovo corso, nuovi studenti, meno male che la materia non è nuova. La solita angoscia mi prende, e non c'è niente di nuovo neppure in tutto questo. Buongiorno, come state, ecco questo è il programma e questo è il manuale. Per quelli del corso b, invece, si dovranno approfondire i seguenti concetti. Raccolgo le firme a fine lezione, firmate solo per uno e non per due, che siete pochi e me ne accorgo. Resisterò alla tentazione di parlarvi solo un poco di me? Resisterò all'idea di fare una lezione sulla mia sconclusionatezza? Almeno vi sia una ragazza carina di cui innamorarsi gisuto il tempo della lezione, qualcuna speciale a cui parlare, a cui destinare il meglio della mia conoscenza, della mia intelligenza, della mia sensibilità. Avete visto che ho la cravatta e che vi voglio trattare bene. Avete visto che vengo per voi, a vedere che cosa volete scoprire di me, che cosa volete sapere di me. Niente? Lo dubitavo.
domenica, febbraio 15, 2004
ODE PER MARCO - 15 FEBBRAIO 2004
Marco, dolce caro Marco,
questa volta non ce l'hai fatta a rientrare in gruppo,
la discesa ti ha inghiottio, la posizione fetale sul manubrio
sei rimasto indietro e nessuno ti ha aspettato,
la borraccia avvelenata di Valium,
è caduta a terra nella curva insieme a te.
Passano i ciclisti lungo la provinciale,
li guardo sicuro del dolore di tutti,
ti portano con loro sulla strada.
Consolati e pensa che Gino il pio ti aspetta,
è già lì, lui che ha parlato con Dio tutto il tempo di ogni salita,
vorrà chiederti con chi parlavi tu, chi ti ascoltava, chi hai pregato mai.
Ti aspettano Pavese e Tenco, soli in ogni sole.
Essere sempre solo su in montagna,
sempre con un rapporto speciale, mai normale,
e noi si credeva che fosse solo per il Galibier,
abbiamo fatto finta che non fosse per sempre.
Ciao.
giovedì, febbraio 12, 2004
Aspetto l'ora di pranzo vicino alla finestra dell'istituto. Guardo gli studenti passare, ho i giornali da leggere. Ho appena terminato una sessione di tesi di laurea, nessun laureando mio da portare. Io vi do la patente per fare un mestiere, forse, se vi va bene. Oggi pomeriggio si replica lo spettacolo delle discussioni. Famiglie, amici, mariti e mogli, figli, fidanzate e fidanzati, nipoti, nonni, fiori, applausi, lacrime, tailleur grigi, gessati, cravatte, camicie sbottonate, camicie celesti, macchine fotografiche digitali, manuali, videocamere, scollature, risvolti di copertina, relatore e controrelatore, lode, bacio, modesto lavoro, ricerca sul campo, brillante esposizione, ha approfondito bene, si è perso per strada, confusione, tacchi a spillo, trucco pesante, toga nera sulle spalle, presidente mi alzo e vado im bagno, presidente devo fare una telefonata urgente salgo in istituto, caro collega è brava questa, è anche bellina, uscite per favore, si accomodi il candidato, la dichiaro dottore in questo e quello con i poteri conferiti alla facoltà dal Rettore in virtù degli esami sostenuti, complimenti, stringa la mano alla commissione, e al suo relatore, quanti ne mancano ancora.
martedì, febbraio 10, 2004
La decadenza. Sveglia tardi, senza neppure essere rimasti alzati molto. Sveglia tardi e poca forza per starsene su. L'angoscia nello stomaco, un piccolo dolore gastrico, per fortuna niente nausea. Per fortuna niente.
domenica, febbraio 08, 2004
Domenica mattina. Giornali, pranzo, giornali. Gianni Mura su Repubblica. Come sempre ottimo Maurizio Ferraris sul Sole24ore!
sabato, febbraio 07, 2004
Della necessità del fare posto. Il posto all’Altro. Non prendere il posto dell’Altro; neppure sospendere quel posto. Ma istituirne la possibilità. Rendere la pensabilità dell’Altro. Di un Altro degno di occupare quel posto. Della necessità di pensare, di preparare prima il posto, e poi di lasciarlo occupare da un Altro che voglia prenderlo, che lo riconosca come proprio posto. Guidando ho osservato il posto del passeggero, vuoto come le mie relazioni. Relazioni senz’Altro.
venerdì, febbraio 06, 2004
"...accettami, ti scongiuro, per l'amore di Dio, così come sono..."
mercoledì, febbraio 04, 2004
"cercavo in te, la tenerezza che non ho, la comprensione che non so trovare in questo mondo stupido...
quella persona non sei tu, quella persona non sei più"
martedì, febbraio 03, 2004
esami, esami, esami, più di venti esami... poi dalla mia analista, a farmi vedere la rabbia, la gastrite.
domenica, febbraio 01, 2004
Oggi non ho voglia di niente, dormito poco e male, nervosismo, rabbia nello stomaco, gastrite, spossatezza.Oggi niente di leggero, tutto molto pesante, ingorgo dell'essere. Segnalo il Domenicale del Sole24ore, un articolo critico verso l'ultimo libro di Eugenio Borgna. Nemmeno Gianni Mura mi ha risollevato. Eppure nei giorni scorsi le cose sembravano diverse, erano diverse.
