sabato, gennaio 31, 2004
affido il mio destino agli dei
"ah! diavolo rosso dimentica la strada,
e vieni insieme a noi a bere un'aranciata,
contro luce tutto il tempo se ne va..."
Ho l’impressione che lo sfogo di ieri non trovi molti sodali. Si tratta di opinioni sostanzialmente minoritarie, me ne rendo conto. Ognuno è figlio del proprio tempo e lo sono anch’io. La sonnacchiosa vita di campagna raggiunge tutte le cose nei pomeriggi invernali come questo. Passo alla terza persona. L’autore sta con le spalle alla finestra, dietro il muro che non lo ha mai abbandonato in questi trentadue anni e rotti di vita. Questo termine, vita, già lo spaventa. Ci vuole stomaco a vivere. Ci vuole più coraggio a catapultarsi con le biciclette per le vie del paese, a passare le estati al mare, a stare in compagnia, come si dice, o a maturare una bella nevrosi domestica? La vita vissuta o la sua suppurazione, cioè la sua consunzione, ciò che viene dopo, che ne consente di comprendere la distanza, la scadenza. Dopo la partitella a tennis, cosa che non faceva da più di un mese, dall’anno vecchio, una benefica sensazione gli ha preso le membra tutte. Giocata facile, vittoriosa, senza sforzo neppure, avversario stanco, nemmeno avesse passato la notte in bianco. La trama pomeridiana è questa. Soddisfazione moderata per le paginette concepite negli ultimi tre giorni.
venerdì, gennaio 30, 2004
Oggi seduta di analisi piuttosto divertente. Avevo preparato la battuta iniziale, quella con cui mi presento dopo avere salutato. Buonasera dottoressa! Buonasera! Senta, ma lei ha pazienti uomini veri? Mi aspettavo a questo punto: perché lei cos’è? Invece niente. Allora le ho suggerito la risposta, così ho piazzato la battuta: una bozza non corretta! Si è messa a ridere. Quando una donna ride mi piace sempre. Così è iniziata bene. Poi due o tre sogni. Il tempo per ridere ancora, e passano i tre quarti d’ora. Questi freudiani sono terribili, due sedute la settimana, non si può sgarrare. Sempre meglio dell’analisi che si trova in giro: meditazioni, arti orientali, puttanesimi vari, respirazioni. I fiori di Bach!? Ma cosa vuoi guarire coi fiori di Bach? Nemmeno il raffreddore. Mah! Sarò antiquato ma il nostro vecchio, caro Occidente illuminista, razionalista, spinoziano e cartesiano, more geometrico demonstato, con metodo condotto fino al materialismo, la democrazia liberale e borghese, la socialdemocrazia, il socialismo liberale, l’ottocento progressivo e imbecille. L’Occidente allopatico, antibiotico e antidolorifico. Sono un comunista liberale, quasi conservatore, del resto è l’unica via per essere rivoluzionari, “è per l’istinto di conservazione che sono comunista!” (P.P.P.)
giovedì, gennaio 29, 2004
Riflessioni sull'Altro. Leggendo un affascinante e suggestivo libro di G.B. Contri. Necessità dell'Altro per riconoscere la competenza piena del proprio, soggettivo, principio di piacere, non del piacere, ma del principio.
mercoledì, gennaio 28, 2004
Non perdere tempo a cercare qualcosa o qualcuno che non c’è. Volere provocare l’impossibile, ecco il massimo sforzo della volontà di essere. Profondere energie, illusioni, immaginazioni dietro ad una realtà che non c’è. “Manca la ciccia”!, esclamò il bambino della scuola materna alla maestra, nell’ora di pranzo. Grembiule a scacchi bianco e blu, cestino di plastica giallo e blu, con una automobilina disegnata. Paura, tanta paura all’inizio delle giornate. Giornate di sole, giochi di sole. Nella sabbiaia ci si entra con poca voglia. “Manca la ciccia”! La ciccia è l’elemento vitale, tutto passa attraverso quel sapore pieno e avvolgente. La ciccia sfera dell’essere destinata al breve dissolvimento. Ora nostalgia della realtà, carenza di realtà.
martedì, gennaio 27, 2004
Giorno della memoria. Ho ripreso ieri la corrispondenza amorosa di almeno un decennio addietro. Spaventoso. Mi ha preso lo spavento. E vedere che alcune cose sono cambiate non mi ha sollevato troppo. Servirebbero giornate della memoria anche private, se non altro per prendere le letterine, con lo spago che gentilmente le teneva, e buttare tutto nel cestino, che non tornino a fare altro danno. Meglio così, meglio non irrigidire il passato. Meno meglio, ma meno.
domenica, gennaio 25, 2004
Oggi apro il mio blog. Mi piace il tipo grafico che ho scelto, bianco come la neve di oggi. Quasi una cosa emozionante.
